
ormai mi dedicavo agli uomini, da diversi anni...
non era una scelta dettata dal piacere, o da un inclinazione particolarmente predominante della mia sfera sessuale...
era solo la via più facile e veloce per svolgere il mio lavoro...
mi era capitato, come a tutti, di pensare con che facilità le donne potessero procurarsi un partner avendone voglia, anche le più brutte e meno affascinanti.
un luogo comune, questo è certo, ma un pensiero abbastanza radicato in me da consentire una prova del nove.
in qualunque maniera arrivai alla conclusione del mio ragionamento, l'ipotesi fu ampiamente dimostrata.
il successo fu immediato, fin dall'inizio...fin dai primi approcci nelle chat, o dai primi contatti telefonici derivanti dagli annunci sulle pagine dei giornali.
successo completo, sperato, raggiunto.
amen
la via era piuttosto facile, e i giorni passavano con un alternanza di incontri con i più disparati esempi di umanità maschile...
c'era il marito bisex, il gay dichiarato di alto borgo, l'anziano passivo, il giovane spaurito alla prima esperienza, il dominatore di mezz'età...
nel mio letto si avvicendarono molte storie...e io spesso giacevo in letti altrettanto vari e sconosciuti...
procedeva tutto bene...

una sera , mentre chattavo con un paio di probabili clienti, spuntò fuori lei...
la prima donna in 3 anni...
lì per lì non le prestai troppa attenzione...
pensai subito che si trattasse di qualche casalinga repressa, o una donna ferita da un amore fallito...
mi limitai a conversare con gentilezza, scrivendo di tanto in tanto quelle frasi un po' scontate che si dicono quando uno sconosciuto appare più fragile del solito...
eppure, lei notò questo mio atteggiamento, ma con la massima naturalezza chiese le mie tariffe, e il genere di prestazioni che offrivo...
inizialmente tentò di scavalcare le mie richieste chiedendomi se avessi mai fatto l'amore con una donna gratuitamente...ma ovviamente io, per pura correttezza professionale, declinai, facendole capire che la cosa era impossibile da realizzare...
la prima sera finì tutto lì.
ripresi la vita di sempre, senza neanche pensare a quel piccolo evento, e già dal mattino successivo ero immerso nei miei veloci incontri sessuali.
come sempre
in quei giorni che invece non ero impegnato, passavo il tempo un po' a chattare, o ad aggiornare il blog, oppure a giocare con mia figlia...come se la sua innocenza straripante fosse in grado di lavare i miei peccati quotidiani.
dopo una settimana e più, proprio in una di quelle serate senza impegni, la donna misteriosa si rifece viva.
all'invio del suo primo emoticon sorridente seguì, con mia sorpresa, una nottata di conversazione interessante, in cui lei apriva il suo mondo e io il mio, al reciproco giudizio, in un clima di completa serenità e affiatamento.
passarono 2 mesi, e quasi ogni sera mi ritrovavo a parlare con lei...
gloria
era il suo nome.
o almeno così disse di chiamarsi...

il caso volle che verso l'estate, accettai un incontro con un tale di Roma, un libero professionista sulla quarantina, che "affittandomi" per un week end, mi ospitò nella sua villa, nei pressi del litorale di Torvajanica, presso Pomezia...
piacendomi particolarmente il posto, accolsi l'invito a trattenermi da solo nella sua residenza, per godermi un po' di mare, in un periodo in cui la spiaggia non era ancora molto affollata di vacanzieri.
la sera, col portatile ed il cellulare, continuavo ad occuparmi della preparazione al mio lavoro, e a chattare con Gloria.
scopriì, parlando che anche lei era di Roma.
fu lei a gettare la maschera, e abbandonando ogni timore, mi chiese un incontro.
mi trovò alquanto spiazzato, perchè pensavo che il suo scopo fosse solo quello di avere un avventura senza sborsare un quattrino, ma comunque, accettai...non so perchè.
forse la crescente confidenza, o il continuo raccontarsi in maniera esplicita...
forse una sorta di affetto protettivo per una donna sola, usata da mille uomini, ma mai appartenuta ad uno in particolare...
non so...accettai, senza pensare ai soldi.
programmai una serata tranquilla, il ristorante lo scelse lei, andai a prenderla con una utilitaria spaziosa affittata all'ultimo momento...con il climatizzatore rotto, ma con il lettore mp3...
non avevo alcuna intenzione di stupirla o affascinarla, solo di farla stare a suo agio...come nelle nostre lunghe conversazioni telematiche.
come quando si esce con una vecchia amica...e anche se sai che potrebbe scapparci un bacio, te ne freghi, e cerchi di goderti la serata nel più completo relax...
quando la vidi, mi sembrò bellissima.
gloria era una splendida donna di 43 anni, ma ne dimostrava molti di meno.
curata, molto piacente, con un piacevole accento romano, aveva i modi e l'aspetto di Sabrina Ferilli, ma con quindici anni di fatiche casalinghe sulle spalle...e di lavoro, soprattutto.
era un impiegata...niente di più, niente di meno.
ma raccontava del suo lavoro con un entusiasmo ed una dignità da fare invidia al Principe di Monaco...
non era vestita in maniera particolarmente elegante, ma si vedeva benissimo che si piaceva, e che stare comoda, era stata anche per lei una priorità.
pensai che evidentemente la serata sarebbe passata tranquilla, e senza troppi colpi di scena.
evidentemente mi sbagliavo

di tanto in tanto, a tavola, ridendo alle mie battute, o alle varie scemenze che fioccavano tra noi, notai un suo vezzo particolarmente sfizzioso...
chinava leggermente il capo, e mentre mostrava un sorriso luminoso, quel suo ondeggiare caratteristico, metteva in risalto un seno dalle forme generose...
ogni tanto lanciavo un occhiata esplorativa...e me ne compiacevo...
era da tanto tempo che non godevo della compagnia di una donna, e decisamente sentivo di stare bene.
dopo cena, passeggiammo...
a piedi nudi, sulla spiaggia, anche se l'impresa non fu facile, a causa dell'immondizia lasciata dal popolo bagnante durante il giorno trascorso.
ridemmo...
ridemmo tanto...
poi arrivò il momento di accompagnarla a casa.
aprì lo sportello dell'auto, ma la vidi indugiare...
non ci fu abbraccio, o bacio, o chissà quale frase malinconica...
rientrò in fretta nell'abitacolo, e con lo sguardo fisso avanti, il mento alto...mi fece con un tono sfrontato " vuoi scoparmi?"
non ero certo un uomo da prendere in considerazione per l'alto valore morale, e la sua domanda, così schietta e diretta, nonostante tutto, mi stupì...
restai senza parole..
"dimmi se vuoi scoparmi..." ripetè con più enfasi, quasi con tono rabbioso...
non dissi una parola...

riaccesi il motore dell'auto e feci inversione, dirigendomi alla villa del mio cliente.
durante il quarto d'ora di strada, non volò una parola...
silenzio totale...
prese ad accarezzarsi il seno, con il respiro vagamente affannoso, sbottonando poco la camicetta rossa che indossava...
arrivammo al cancello, fu lei la prima a scendere dalla vettura, quasi come avesse fretta di raggiungere il luogo di un appuntamento fissato da tempo.

in pochi minuti salimmo la scala interna alla villa che portava alle camere da letto...
giunti in quella occupata dalle mie cose, lei, che intanto aveva cominciato a spogliarsi, lasciando una scia di abiti abbandonati per terra, si voltò nella penombra verso di me...

" e qui che lo hai fatto l'ultima volta?..."
"...cosa" le chiesi io, facendo finta di nulla...
" che lo hai preso nel culo" rispose sfacciata lei...
mentre parlava il suo viso si era mutato...era dura, crudele, fredda e non trasmetteva alcuna emozione per quel momento...
mi fece quasi paura, ma soprattutto disgusto...
"si, è qui..." replicai seccamente
nel frattempo avevo iniziato a slacciarmi le scarpe, poggiandomi al grande armadio alle mie spalle...
Gloria notò un flaconcino di lubrificante tra i miei vestiti sparsi sul letto, lo prese, e si adaggiò decisa sulla poltrona davanti alla doppia porta dell'ampio balcone che di giorno illuminava superbamente la stanza.

ormai era nuda.
dopo essersi cosparsa di quel balsamo profumato e untuoso le pieghe del suo stupendo sedere, si poggiò delicatamente ai braccioli della poltrona, reclinando il viso sulla spalliera....
"adesso scopami tu il culo come lui ha scopato il tuo...dai...che aspetti..."mi fece con tono di sfida...quasi un comando...
aveva un corpo bellissimo, in altre condizioni e in altri tempi non avrei esitato un attimo ad innamorarmi di un corpo del genere.
sembrava una statua.
come se gli anni non fossero mai passati.

il tempo si era fermato ai suoi diciott'anni, almeno su quel culo rotondo, perfetto, abbondante, ma sodo...
la luce dei lampioni del giardino lo descriveva con sapienza.
mi spogliai completamente...
mi avvicinai silenzioso a lei, grazie anche alla morbida e raffinata moquette blu scura che ricopriva il pavimento...
appoggiai il pube alla sua pelle, liscia, calda e unta di lubbrificante...
presi un po' dell'unguento, e, con un gesto ormai consolidato, lo spalmai sul mio membro, che ormai era duro e svettante, pronto a fare il suo lavoro.
era una sensazione strana.
in genere prima di affrontare simili prestazioni, ero solito fare un lavoro psicologico su me stesso, per poter ridurre al minimo i conati di coscienza...i rigetti di rimorso, verso me stesso e verso la mia vita...
in quel momento, però, quasi la odiavo...
volevo punirla, per come mi aveva preso in giro, usato, torturato con la sua dolcezza e poi tradito con la sua lussuria, con il suo sadico egoismo...
ma mi piaceva, perchè non ammetterlo...
mi piaceva fisicamente, ed un po' anche per quel suo modo di fare, così cinico e determinato, che un po' mi ricordava me stesso...
la sua cattiveria, il suo sprezzo per l'uomo, inteso come maschio, come istinto attivo di accoppiamento, come iperbole di perversione...
mi eccitava, e mi attirava in questa sorta di vendetta del sesso.
appoggiai la punta del pene poco sopra l'entrata dell'ano...e piano piano cominciai a spingerlo dentro, scendendo leggermente verso il centro...
il suo bacino sobbalzò...
si fece un po' male, nonostante l'abbondante quantità di lubbrificante...
però non si ritrasse, e continuò a rimanere immobile, aspettando di essere penetrata completamente...

"fottimi...fottimi il culo...sbattimelo più forte che puoi, più dentro" mi disse quasi ringhiando...
sentendo queste parole, abbandonai ogni remora, ed ogni scrupolo, forzando l'apertura di quel paradiso di carne...
dopo pochi rapidi, ma decisi tentativi, mi introdussi in lei...
completamente...
rimasi fermo, dopo essere entrato ,per pochi secondi, poi accennai un' uscita lenta, e poi spinsi dentro nuovamente con la stessa forza di prima, moderando i movimenti, modulando la velocità...
sentiì che lei rilasciava il diaframma, dopo essere stata per tutto il tempo in apnea...
riprese a respirare, dapprima regolarmente, poi, ad ogni fine corsa delle mie spinte, il suo fiato balzava, terminando con leggeri picchi di voce...
la sua apparente rabbia stava cedendo il passo ad un abbandono dei sensi.
non so per quanto tempo avesse cullato il proposito di un rapporto del genere, ma di certo era una sorta di piacere desiderato da tempo...
non ero sicuro del fatto che non l'avesse mai provato, ma comunque non mi risparmiai...

afferratala per i fianchi, cominciai a sbatterla sempre più rudemente, alternando la velocità, e cercando di arrivarle più in fondo possibile.
ogni volta che mi sentivo giungere qualche millimetro più in dentro, lei ricambiava i miei sforzi con dei lamenti sempre più forti e frequenti.
abbandonai la posizione eretta per adagiarmi un po' di più sulla sua schiena nuda e sudata...
le afferrai il seno ciondolante, stringendolo con quanta forza era necessario...
lei apprezzò...
ma gradì ancora di più appena, cingendole i finachi con il braccio destro, le infilai le dita nella vagina, abbondantemente bagnata un po' di umori femminili e un po' di balsamo che inevitabilemente le era scivolato dentro...
iniziai a masturbarla con decisione, prima con due dita, poi con tre e infine quasi con l'intera mano...
a quel punto sembrava una belva scatenata, una tigre in gabbia appena rubata alla savana...
il suo turpiloquio non aveva fine...
era eccitatissima, e continuava ad implorarmi di sfondarla...
poi venne, esplodendo in un grido soffocato dal velluto della spalliera della poltrona, mentre lo mordeva in un evidente stato di convulsione
era tesissima, e non appena l'orgasmo cominciò ad affievolirsi, si sfilò dalla mia presa abbandonandosi sulla poltrona...

pensai che la perfomance fosse finita, ma senza che me ne accorgessi, si avventò sul mio pene ancora fradicio, e con mia grande sorpresa iniziò pneumaticamente a menarlo, fino a farmi esplodere sul suo viso...
per Gloria